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Sofonisba Anguissola e la Madonna dell’Itria

Il 26 maggio 1573 Sofonisba sposava il nobile siciliano Fabrizio Moncada. Dopo anni passati a corte a Madrid come dama di compagnia della regina Isabella e tutrice delle infante, la pittrice cremonese veniva accolta nella piccola corte di Paternò, sulle estreme propaggini dell’Etna, dove iniziava una nuova vita. Scarse sono le notizie della sua attività in questi anni, passati nella cura del feudo e sempre assecondando il marito nella gestione delle attività economiche.
Al fine di trovare una ricomposizione alle liti patrimoniali  che agitavano i diversi rami della famiglia Moncada, Fabrizio si era imbarcato alla volta della Spagna per perorare la propria causa davanti al re, ma perì tragicamente in un attacco piratesco presso l’isola di Capri il 27 aprile 1578. Sofonisba rimase a Paternò ancora un anno, ma poi decise di abbandonare la Sicilia per tornare a Cremona.
Durante questo tempo non abbiamo notizie di una sua attività pittorica, salvo che per la pala della Madonna dell’Itria oggi conservata nella chiesa dell’Annunciata di Paternò, che il 25 giugno 1579 Sofonisba, in  procinto di lasciare l’isola, donava formalmente al convento dei francescani conventuali. Con questa pala Sofonisba riassumeva e concludeva le trasformazioni iconografiche della Madonna  Odigitria, il cui culto era giunto in Sicilia dall’Oriente bizantino.

La mostra esporrà al pubblico la pala restaurata per l’occasione, accanto ad altre testimonianze relative al periodo paternese dell’artista.
Una rassegna di opere (affreschi, dipinti su tavola e tela, sculture) provenienti dalla Sicilia, ma anche dal Nord Italia, permetterà di seguire l’evoluzione del tema iconografico dall’icona medievale della Madonna Odigitria a quella moderna dell’Itria.

Quando: dal 9 aprile al 10 luglio
Dove: Pinacoteca Ala Ponzone, via Ugolani Dati 4
Orari: martedì-venerdì 10-17, sabato, domenica e festivi 10-18
(chiuso lunedì 25 aprile)
INFO: tel. + 39 0372 407770 – museoalaponzone@comune.cremona.it

TEMPORA VATIS

TEMPORA VATIS è il nome della nuova mostra di Andrea Chisesi al Vittoriale degli Italiani, inaugurata il 26 settembre 2020 a Villa Mirabella, un vero e proprio omaggio alla «vita inimitabile» di d’Annunzio, curata da Marcella Damigella. La mostra resterà visibile fino al 1° marzo 2021.

Per Chisesi – artista eclettico nei temi, nelle espressioni e nell’utilizzo delle tecniche – si tratta di una nuova collezione che origina nel suo studio di Siracusa, un vecchio hotel di fine ‘800 rimaneggiato nel periodo fascista, dove l’artista ha vissuto sensazioni inaspettate e trovato la sua ispirazione.

Le pareti del piano terra, infatti, erano state rivestite con carta da parati dell’epoca dannunziana e nascondevano sul retro vecchi giornali del 1920 – “reliquie” di un tempo autentico – che l’artista ha iniziato a strappare, incollare, sovrapporre; erano brandelli di cronache mondane, opportunamente utilizzati come testimonianze di un tempo ormai passato, ma non dimenticato.

Sfruttando il nesso temporale tra i frammenti di stampa e la vita di d’Annunzio, Andrea Chisesi ha deciso di raccontare così le stagioni della vita del Vate, trasponendo le celebri fotografie dei momenti più significativi della sua vita – compresi quelli privati – sulle tele preparate con i suoi matrem (pennellate di colore bianco che rimandano alla natura), e con cui ci mostra quanto fosse straordinario lo stile di vita del Comandante, oggi definito a torto “decadente”.

Precursore di eccessi e lusso a ogni costo, d’Annunzio rappresenta l’unica via possibile per vivere una vita nella pienezza del desiderio e nella voluttà, innalzandosi fino alla sublime sensazione di onnipotenza.

Per l’occasione sarà realizzato il catalogo della mostra, con i testi del Presidente del Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, e della curatrice, Marcella Damigella. Oltre che cartaceo, il catalogo sarà disponibile in mostra in versione digitabile, scaricabile sul proprio smartphone. Il percorso espositivo Tempora Vatis, in tutto 68 opere tra bozzetti, disegni e opere su tela, si presenta in perfetto stile horror vacui (occupazione di ogni spazio disponibile); la mostra offre la possibilità di assistere al dialogo instaurato tra l’artista e il Vate in un percorso intimo appositamente progettato per Villa Mirabella.

Il visitatore diventa così un protagonista che s’introduce all’interno di uno spazio senza tempo e, ospite curioso, è messo in condizione di carpire i segreti del poeta e del pittore, dei loro misteriosi rapporti (di certo complicati).