
La mostra, promossa dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Brescia (FOABs) con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Brescia, nasce dalla volontà degli architetti della provincia di Brescia di porsi al servizio del grande pubblico per migliorare, incrementare e valorizzare la conoscenza del proprio territorio attraverso ciò che da sempre caratterizza la propria professione e che spesso non è accessibile o pubblicato: i disegni tecnici.
L’intento dunque è quello di portare alla luce una selezione di disegni tecnici legati ai settori dell’architettura, dei musei e del design, fino ad oggi conservati negli archivi privati di fondazioni, associazioni, archivi storici e aziende.
Questa esposizione si propone di offrire uno sguardo inedito e affascinante sul territorio e sui beni in esso custoditi o in esso nati, presentandoli attraverso una prospettiva insolita e originale.
Disegni d’Archivio è un format, ideato per ripetersi annualmente, legato non solo al tema dell’architettura in senso stretto, ma anche al design, all’arredo, e all’urbanistica.
Disegni d’Archivio avvia la sua prima edizione in collaborazione con la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani in cui verranno esposte le riproduzioni di disegni tecnici inediti, oggi conservati nell’archivio della Fondazione. I disegni, facenti parte della documentazione d’archivio relativa alla costruzione del Mausoleo, dove riposa la salma di Gabriele d’Annunzio, rappresentano una selezione fatta dalla Fondazione con l’obiettivo di mostrare il processo creativo e progettuale attuato dall’architetto Gian Carlo Maroni, fedele collaboratore del poeta nel suo soggiorno a Gardone Riviera nonché sovrintendente del Vittoriale anche oltre alla morte di d’Annunzio, avvenuta nel 1938. Il contributo di Maroni al Vittoriale infatti, non si è limitato alla mera esecuzione di progetti: egli è stato il principale interprete architettonico della visione dannunziana, trasformando le idee e le suggestioni del poeta in un complesso architettonico coerente, simbolico e scenograficamente potente. A partire dal 1921, anno in cui iniziarono i lavori al Vittoriale, Maroni accompagnò d’Annunzio nella trasformazione della villa Cargnacco in una cittadella monumentale che celebrasse l’estetica, la memoria e l’ideologia dell’Italia post-bellica. Maroni si fece quindi carico di armonizzare la natura del luogo con le esigenze compositive e narrative del committente, progettando i giardini, il teatro all’aperto, il mausoleo e i percorsi simbolici.
Con il patrocinio di: Camera di Commercio di Brescia, Comune di Brescia, Regione Lombardia, Università di Brescia, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Associazione culturale GardaMusei, Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Brescia e Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia.




