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SUMMARY:Mostra Klimt – Grafica d’arte
DESCRIPTION:Il MuSa – Museo di Salò ospita la mostra Klimt – Grafica d’arte\, un viaggio nell’universo decorativo e simbolico di Gustav Klimt\, maestro della Secessione Viennese. L’esposizione presenta una selezione di litografie\, disegni e stampe\, mettendo in evidenza il talento di Klimt nell’arte grafica e la sua capacità di trasformare il segno in pura espressione estetica. \nAttraverso un percorso espositivo coinvolgente\, i visitatori scoprono l’evoluzione stilistica dell’artista e il suo impatto sul panorama artistico europeo del primo Novecento. Le opere in mostra rivelano la sua maestria nel tratto sinuoso\, nelle composizioni raffinate e nelle ornamentazioni dorate\, tratti distintivi che lo rendono un’icona dell’Art Nouveau. \nKlimt – Grafica d’arte rappresenta un’opportunità unica per approfondire un aspetto meno noto della produzione di Klimt\, spesso associato esclusivamente ai suoi celebri dipinti. La mostra offre così una nuova prospettiva sul genio creativo dell’artista e sul suo straordinario contributo all’arte moderna.
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DESCRIPTION:La Civica Raccolta del Disegno\, fondata nel 1983\, è stata costantemente arricchita negli anni da acquisizioni\, grazie a contributi pubblici e alla generosità di artisti e privati.\nLa Raccolta è costituita da circa 850 opere su carta di artisti contemporanei\, con particolare interesse all’arte italiana dal Secondo dopoguerra ad oggi.\nIl Comitato direttivo è composto da membri nominati dal Comune e dalla Provincia di Brescia\, dal Sindaco di Salò\, che lo presiede\, e da un conservatore-curatore. \nNel corso della stagione museale 2024\, una selezione di carte tra le opere acquisite dal 2017 al 2024\, di cui molte mai presentate al pubblico\, sarà esposta in tre mostre consecutive nella sezione del MuSa dedicata alla Collezione. \nAcquista il tuo biglietto per il MuSa su www.onegardaticket.it!
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SUMMARY:Dallo splendore alle incertezze 1910-1950
DESCRIPTION:STORIE DA UNA COLLEZIONE PRIVATA \nMOSTRA PROROGATA FINO ALL’1 DICEMBRE 2024 \nAutori in mostra \nADRIANA BISI FABBRI ANSELMO BUCCI CORRADO CAGLI CAGNACCIO DI SAN PIETRO FELICE CASORATI MARIA CHIAROMONTE FORNARI SILVIO CONSADORI JOSEF DOBROWSKY GERARDO DOTTORI LEONARDO DUDREVILLE ANGELO LANDI UMBERTO LILLONI GIAN EMILIO MALERBA PIERO MARUSSIG CESARE MONTI KOLOMAN MOSER UBALDO OPPI GIUSEPPE RENDA EMILIO RIZZI MARIO SIRONI ARDENGO SOFFICI ATANASIO SOLDATI MARIO TOZZI \nLa mostra\, a cura di Federica Bolpagni\, Lisa Cervigni e Anna Lisa Ghirardi\, istituisce l’avvio di un più ampio progetto di valorizzazione delle Raccolte private bresciane\, costituendo un’occasione d’eccezione per accostarsi alla visione di un patrimonio inedito\, solitamente non accessibile al pubblico\, attraverso esposizioni prettamente dedicate. \nIl percorso trae avvio dalle atmosfere dominate dallo “splendore” tipico della Belle Époque\, prima di approdare agli scenari minati dalle “incertezze” dei periodi post bellici\, i cui esiti contribuirono a spegnere gli entusiasmi iniziali. \nAscrivibile alla prima fase è la sala dedicata alla musica\, all’interno della quale il Pianoforte viennese M. Schott\, appartenuto al compositore salodiano Marco Enrico Bossi (1861-1925)\, è il perno attorno al quale s’irradiano le tele di Angelo Landi (Ritratto di Luciana Pantaleo\, Violinista e Duetto al pianoforte)\, la Donna con mandolino di Cesare Monti e Il violinista di Emilio Rizzi. Di Anselmo Bucci sono inoltre esposte lo Studio per “Il violoncellista Crepax” – che ritrae il padre del fumettista Guido Crepax e del discografico Franco – e Odeon – una delle opere più significative del catalogo dell’autore\, che raffigura se stesso in compagnia di amici\, tra i quali il pittore Leonardo Dudreville e lo scultore Enrico Mazzolani\, ad uno spettacolo ideale al teatro dell’Odéon di Parigi. \nLungo l’allestimento\, condotto col doppio criterio cronologico e tematico\, i fasti e la magnificenza del periodo sono inoltre incarnati dai figure femminili di Gian Emilio Malerba (L’attesa)\, Giuseppe Renda (Ondina\, una delle due sculture in mostra insieme a Traguardo di Maria Chiaramonte Fornari)\, ancora Bucci (Juliette) e Landi (Ritratto di signora in rosa)\, Josef Dobrowsky con Nudo o Koloman Moser\, austriaco\, tra i fondatori insieme a Gustav Klimt della Secessione viennese\, il cui Studio per Venere nella grotta è uno dei bozzetti preliminari del capolavoro conservato al Leopold Museum di Vienna.\nIl racconto di alcuni dei decenni più intensi della storia italiana prosegue con la fiducia nel progresso e la glorificazione della guerra tipiche del periodo. Ne sono fulgido esempio Biplano e Trincea sul lago di Landi\, S.t. (Guerriero) di Adriana Bisi Fabbri e i Funerali dell’eroe di Bucci. \nLegate all’Avanguardia futurista sono invece Composizione di Ardengo Soffici e Al caffè\, nella quale Leonardo Dudreville ritrae gli esponenti del gruppo. Al secondo Futurismo è invece ascrivibile Ellisse di una lucciola di Gerardo Dottori.\nNelle opere tra gli anni Venti e Trenta si rintraccia il superamento del primo conflitto mondiale e l’auspicato “Ritorno all’Ordine” che ne conseguì\, di cui il Gruppo Novecento – rappresentato in mostra da ben sei dei suoi sette fondatori – fu uno dei primi e maggiori sostenitori. Sono presenti opere di Mario Sironi\, Leonardo Dudreville\, Anselmo Bucci\, Gian Emilio Malerba (Pegli)\, Pietro Marussig (Natura Morta) e Ubaldo Oppi (Nudo alla finestra).\nL’influsso novecentista si fa sentire anche in altri autori: alcuni intrecciano il loro iter espositivo con la storia del Novecento italiano – come Mario Tozzi\, Felice Casorati e Cesare Monti – altri ne raccolgono l’influenza\, come Silvio Consadori e il Realismo Magico di Cagnaccio di San Pietro (Figura di fanciulla) e Monti (Figura). Il filone della natura morta è rappresentato dalle opere di Atanasio Soldati\, Cagnaccio di San Pietro\, Marussig e Mario Tozzi.\nGli anni Trenta e Quaranta segnati dall’avvento del Fascismo sono narrati attraverso le opere di artisti invisi o\, viceversa\, supportati dal Regime. Tra queste: cinque carte di Sironi\, di cui gli emblematici Grande studio per la figura femminile con libro e moschetto e lo Studio per cavallo e composizione dell’affresco Dux nel Sacrario della Casa Madre dei Mutilati di guerra a Roma. Dei medesimi anni è Seconda Cronaca del tempo (frammento) di Corrado Cagli\, parte del Ciclo Cronache del tempo\, realizzato a decorazione della Sala della Rotonda per la II^ Quadriennale del 1935.\nEmblema di tutte le incertezze racchiuse nel titolo\, il Dono Americano di Bucci\, con le sue coloratissime latte americane dipinte sullo sfondo di una desolata e bombardata Milano\, chiude con amara ironia l’intera mostra. \nLungo tutta la mostra\, accanto alla narrazione per immagini dei grandi avvenimenti della Storia nazionale\, s’intrecciano storie di vita\, aneddoti e curiosità su autori\, luoghi e soggetti ritratti\, emersi durante gli studi condotti per l’occasione espositiva e in essa per la prima volta raccontati al grande pubblico grazie ai pannelli che completano il percorso di visita.
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SUMMARY:Mostra Dallo splendore alle incertezze 1910-1950
DESCRIPTION:Dal 18 maggio 2024 al 8 settembre 2024 \nMu.Sa Museo di Salò \n\n\nSTORIE DA UNA COLLEZIONE PRIVATA \nAutori in mostra \nADRIANA BISI FABBRI ANSELMO BUCCI CORRADO CAGLI CAGNACCIO DI SAN PIETRO FELICE CASORATI MARIA CHIAROMONTE FORNARI SILVIO CONSADORI JOSEF DOBROWSKY GERARDO DOTTORI LEONARDO DUDREVILLE ANGELO LANDI UMBERTO LILLONI GIAN EMILIO MALERBA PIERO MARUSSIG CESARE MONTI KOLOMAN MOSER UBALDO OPPI GIUSEPPE RENDA EMILIO RIZZI MARIO SIRONI ARDENGO SOFFICI ATANASIO SOLDATI MARIO TOZZI \nLa mostra\, a cura di Federica Bolpagni\, Lisa Cervigni e Anna Lisa Ghirardi\, istituisce l’avvio di un più ampio progetto di valorizzazione delle Raccolte private bresciane\, costituendo un’occasione d’eccezione per accostarsi alla visione di un patrimonio inedito\, solitamente non accessibile al pubblico\, attraverso esposizioni prettamente dedicate. \nIl percorso trae avvio dalle atmosfere dominate dallo “splendore” tipico della Belle Époque\, prima di approdare agli scenari minati dalle “incertezze” dei periodi post bellici\, i cui esiti contribuirono a spegnere gli entusiasmi iniziali. \nAscrivibile alla prima fase è la sala dedicata alla musica\, all’interno della quale il Pianoforte viennese M. Schott\, appartenuto al compositore salodiano Marco Enrico Bossi (1861-1925)\, è il perno attorno al quale s’irradiano le tele di Angelo Landi (Ritratto di Luciana Pantaleo\, Violinista e Duetto al pianoforte)\, la Donna con mandolino di Cesare Monti e Il violinista di Emilio Rizzi. Di Anselmo Bucci sono inoltre esposte lo Studio per “Il violoncellista Crepax” – che ritrae il padre del fumettista Guido Crepax e del discografico Franco – e Odeon – una delle opere più significative del catalogo dell’autore\, che raffigura se stesso in compagnia di amici\, tra i quali il pittore Leonardo Dudreville e lo scultore Enrico Mazzolani\, ad uno spettacolo ideale al teatro dell’Odéon di Parigi. \nLungo l’allestimento\, condotto col doppio criterio cronologico e tematico\, i fasti e la magnificenza del periodo sono inoltre incarnati dai figure femminili di Gian Emilio Malerba (L’attesa)\, Giuseppe Renda (Ondina\, una delle due sculture in mostra insieme a Traguardo di Maria Chiaramonte Fornari)\, ancora Bucci (Juliette) e Landi (Ritratto di signora in rosa)\, Josef Dobrowsky con Nudo o Koloman Moser\, austriaco\, tra i fondatori insieme a Gustav Klimt della Secessione viennese\, il cui Studio per Venere nella grotta è uno dei bozzetti preliminari del capolavoro conservato al Leopold Museum di Vienna.\nIl racconto di alcuni dei decenni più intensi della storia italiana prosegue con la fiducia nel progresso e la glorificazione della guerra tipiche del periodo. Ne sono fulgido esempio Biplano e Trincea sul lago di Landi\, S.t. (Guerriero) di Adriana Bisi Fabbri e i Funerali dell’eroe di Bucci. \nLegate all’Avanguardia futurista sono invece Composizione di Ardengo Soffici e Al caffè\, nella quale Leonardo Dudreville ritrae gli esponenti del gruppo. Al secondo Futurismo è invece ascrivibile Ellisse di una lucciola di Gerardo Dottori.\nNelle opere tra gli anni Venti e Trenta si rintraccia il superamento del primo conflitto mondiale e l’auspicato “Ritorno all’Ordine” che ne conseguì\, di cui il Gruppo Novecento – rappresentato in mostra da ben sei dei suoi sette fondatori – fu uno dei primi e maggiori sostenitori. 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Tra queste: cinque carte di Sironi\, di cui gli emblematici Grande studio per la figura femminile con libro e moschetto e lo Studio per cavallo e composizione dell’affresco Dux nel Sacrario della Casa Madre dei Mutilati di guerra a Roma. Dei medesimi anni è Seconda Cronaca del tempo (frammento) di Corrado Cagli\, parte del Ciclo Cronache del tempo\, realizzato a decorazione della Sala della Rotonda per la II^ Quadriennale del 1935.\nEmblema di tutte le incertezze racchiuse nel titolo\, il Dono Americano di Bucci\, con le sue coloratissime latte americane dipinte sullo sfondo di una desolata e bombardata Milano\, chiude con amara ironia l’intera mostra. \nLungo tutta la mostra\, accanto alla narrazione per immagini dei grandi avvenimenti della Storia nazionale\, s’intrecciano storie di vita\, aneddoti e curiosità su autori\, luoghi e soggetti ritratti\, emersi durante gli studi condotti per l’occasione espositiva e in essa per la prima volta raccontati al grande pubblico grazie ai pannelli che completano il percorso di visita. \nBiglietti: www.onegardaticket.it 
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SUMMARY:CARTE SEGRETE / TEATRO VISIONI
DESCRIPTION:Dal 9 Aprile 2022 al 30 Novembre 2022\nMuSa – Museo di Salò Via Brunati 9 – Salò (BS)\n\nPiù di 150 opere raccontano il percorso creativo dell’artista e scenografo Daniele Lievi\ne gli anni di feconda collaborazione con il fratello regista Cesare Lievi\,\ninsieme artefici di straordinari spettacoli teatrali in Italia\, Austria\, Germania e Svizzera\nDisegni\, tele\, studi per la scena\, fotografie e video\,\ndalle prime sperimentazioni teatrali ai successi nei grandi teatri europei\nper una mostra che è essa stessa una messinscena. \nUna mostra ideata da Cesare Lievi e curata da Bianca Simoni\norganizzata dal Comune di Salò – Assessorato alla Cultura in collaborazione con il MuSa – Museo di Salò. \nApertura della mostra sabato 9 Aprile dalle 15.30 alle 18.\nDal 10 Aprile al 30 Novembre la mostra sarà visitabile negli orari di apertura del MuSa. \n 
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SUMMARY:NERO. DAL DISEGNO ALLA FORMA
DESCRIPTION:Dal 9 Aprile 2022al 27 Agosto 2022\nMuSa – Museo di Salò
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SUMMARY:Mostra I GIOVANI SOTTO IL FASCISMO
DESCRIPTION:«La storia non si può rimuovere e le nuove generazioni devono riflettere criticamente sul fascismo. Occorre approfondire come è potuto accadere che un Paese sia caduto vittima di un “annebbiamento della coscienza” attraverso il “progetto educativo di un dittatore”.» così Roberto Chiarini\, storico e curatore con Elena Pala della mostra temporanea “I giovani sotto il fascismo”\, fino al 9 gennaio 2022 al Museo di Salò.\n\n\nL’allestimento coniuga fotografie d’epoca\, documenti storici ed elementi multimediali\, dando vita ad un percorso evocativo adatto a ragazzi e adulti.\n\n\nCuriosi?\nIl MuSa è aperto dal venerdì alla domenica\, dalle ore 10:00 alle 18:00.
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