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SUMMARY:Dallo splendore alle incertezze 1910-1950
DESCRIPTION:STORIE DA UNA COLLEZIONE PRIVATA \nMOSTRA PROROGATA FINO ALL’1 DICEMBRE 2024 \nAutori in mostra \nADRIANA BISI FABBRI ANSELMO BUCCI CORRADO CAGLI CAGNACCIO DI SAN PIETRO FELICE CASORATI MARIA CHIAROMONTE FORNARI SILVIO CONSADORI JOSEF DOBROWSKY GERARDO DOTTORI LEONARDO DUDREVILLE ANGELO LANDI UMBERTO LILLONI GIAN EMILIO MALERBA PIERO MARUSSIG CESARE MONTI KOLOMAN MOSER UBALDO OPPI GIUSEPPE RENDA EMILIO RIZZI MARIO SIRONI ARDENGO SOFFICI ATANASIO SOLDATI MARIO TOZZI \nLa mostra\, a cura di Federica Bolpagni\, Lisa Cervigni e Anna Lisa Ghirardi\, istituisce l’avvio di un più ampio progetto di valorizzazione delle Raccolte private bresciane\, costituendo un’occasione d’eccezione per accostarsi alla visione di un patrimonio inedito\, solitamente non accessibile al pubblico\, attraverso esposizioni prettamente dedicate. \nIl percorso trae avvio dalle atmosfere dominate dallo “splendore” tipico della Belle Époque\, prima di approdare agli scenari minati dalle “incertezze” dei periodi post bellici\, i cui esiti contribuirono a spegnere gli entusiasmi iniziali. \nAscrivibile alla prima fase è la sala dedicata alla musica\, all’interno della quale il Pianoforte viennese M. Schott\, appartenuto al compositore salodiano Marco Enrico Bossi (1861-1925)\, è il perno attorno al quale s’irradiano le tele di Angelo Landi (Ritratto di Luciana Pantaleo\, Violinista e Duetto al pianoforte)\, la Donna con mandolino di Cesare Monti e Il violinista di Emilio Rizzi. Di Anselmo Bucci sono inoltre esposte lo Studio per “Il violoncellista Crepax” – che ritrae il padre del fumettista Guido Crepax e del discografico Franco – e Odeon – una delle opere più significative del catalogo dell’autore\, che raffigura se stesso in compagnia di amici\, tra i quali il pittore Leonardo Dudreville e lo scultore Enrico Mazzolani\, ad uno spettacolo ideale al teatro dell’Odéon di Parigi. \nLungo l’allestimento\, condotto col doppio criterio cronologico e tematico\, i fasti e la magnificenza del periodo sono inoltre incarnati dai figure femminili di Gian Emilio Malerba (L’attesa)\, Giuseppe Renda (Ondina\, una delle due sculture in mostra insieme a Traguardo di Maria Chiaramonte Fornari)\, ancora Bucci (Juliette) e Landi (Ritratto di signora in rosa)\, Josef Dobrowsky con Nudo o Koloman Moser\, austriaco\, tra i fondatori insieme a Gustav Klimt della Secessione viennese\, il cui Studio per Venere nella grotta è uno dei bozzetti preliminari del capolavoro conservato al Leopold Museum di Vienna.\nIl racconto di alcuni dei decenni più intensi della storia italiana prosegue con la fiducia nel progresso e la glorificazione della guerra tipiche del periodo. Ne sono fulgido esempio Biplano e Trincea sul lago di Landi\, S.t. (Guerriero) di Adriana Bisi Fabbri e i Funerali dell’eroe di Bucci. \nLegate all’Avanguardia futurista sono invece Composizione di Ardengo Soffici e Al caffè\, nella quale Leonardo Dudreville ritrae gli esponenti del gruppo. Al secondo Futurismo è invece ascrivibile Ellisse di una lucciola di Gerardo Dottori.\nNelle opere tra gli anni Venti e Trenta si rintraccia il superamento del primo conflitto mondiale e l’auspicato “Ritorno all’Ordine” che ne conseguì\, di cui il Gruppo Novecento – rappresentato in mostra da ben sei dei suoi sette fondatori – fu uno dei primi e maggiori sostenitori. Sono presenti opere di Mario Sironi\, Leonardo Dudreville\, Anselmo Bucci\, Gian Emilio Malerba (Pegli)\, Pietro Marussig (Natura Morta) e Ubaldo Oppi (Nudo alla finestra).\nL’influsso novecentista si fa sentire anche in altri autori: alcuni intrecciano il loro iter espositivo con la storia del Novecento italiano – come Mario Tozzi\, Felice Casorati e Cesare Monti – altri ne raccolgono l’influenza\, come Silvio Consadori e il Realismo Magico di Cagnaccio di San Pietro (Figura di fanciulla) e Monti (Figura). Il filone della natura morta è rappresentato dalle opere di Atanasio Soldati\, Cagnaccio di San Pietro\, Marussig e Mario Tozzi.\nGli anni Trenta e Quaranta segnati dall’avvento del Fascismo sono narrati attraverso le opere di artisti invisi o\, viceversa\, supportati dal Regime. Tra queste: cinque carte di Sironi\, di cui gli emblematici Grande studio per la figura femminile con libro e moschetto e lo Studio per cavallo e composizione dell’affresco Dux nel Sacrario della Casa Madre dei Mutilati di guerra a Roma. Dei medesimi anni è Seconda Cronaca del tempo (frammento) di Corrado Cagli\, parte del Ciclo Cronache del tempo\, realizzato a decorazione della Sala della Rotonda per la II^ Quadriennale del 1935.\nEmblema di tutte le incertezze racchiuse nel titolo\, il Dono Americano di Bucci\, con le sue coloratissime latte americane dipinte sullo sfondo di una desolata e bombardata Milano\, chiude con amara ironia l’intera mostra. \nLungo tutta la mostra\, accanto alla narrazione per immagini dei grandi avvenimenti della Storia nazionale\, s’intrecciano storie di vita\, aneddoti e curiosità su autori\, luoghi e soggetti ritratti\, emersi durante gli studi condotti per l’occasione espositiva e in essa per la prima volta raccontati al grande pubblico grazie ai pannelli che completano il percorso di visita.
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LOCATION:MuSa – Museo di Salò\, Via Brunati\, 9\, Salò\, 25087\, Italia
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DESCRIPTION:La Civica Raccolta del Disegno\, fondata nel 1983\, è stata costantemente arricchita negli anni da acquisizioni\, grazie a contributi pubblici e alla generosità di artisti e privati.\nLa Raccolta è costituita da circa 850 opere su carta di artisti contemporanei\, con particolare interesse all’arte italiana dal Secondo dopoguerra ad oggi.\nIl Comitato direttivo è composto da membri nominati dal Comune e dalla Provincia di Brescia\, dal Sindaco di Salò\, che lo presiede\, e da un conservatore-curatore. \nNel corso della stagione museale 2024\, una selezione di carte tra le opere acquisite dal 2017 al 2024\, di cui molte mai presentate al pubblico\, sarà esposta in tre mostre consecutive nella sezione del MuSa dedicata alla Collezione. \nAcquista il tuo biglietto per il MuSa su www.onegardaticket.it!
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DESCRIPTION:In Art We Trust – Mostra Collettiva\n 9 novembre 2024 – 12 gennaio 2025\nCastello di Desenzano del Garda\n\n\n\n“In Art We Trust” è più di un titolo: è un manifesto di fiducia nell’arte contemporanea emergente. Parte della seconda edizione del Festival New Generation a Desenzano del Garda\, questa mostra celebra la sperimentazione artistica come forma di espressione individuale e innovazione.\n\n\nTra pittura\, scultura\, fotografia e installazioni\, il percorso espositivo invita il pubblico a esplorare e riflettere su nuovi linguaggi artistici\, spesso lontani dai circuiti convenzionali\, spingendo a guardare oltre l’apparenza e ad aprirsi a visioni audaci. Un viaggio nel potere dell’arte di trasformare e ispirare.\n\n\nInfo: https://www.mvarte.it/new-generation-2024/\ncultura@comune.desenzano.brescia.it
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